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Mercoledì, 16 Aprile 2014 09:26

Mini-glossario dell'architettura non standard

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Alberto Pugnale, lecturer presso la University of Melbourne, propone un piccolo glossario per chi si avvicina al mondo dell'architettura "non-standard", caratterizzata da processi ed esiti non riscontrabili nella pratica di tutti i giorni.
Ripropongo il breve testo con l'intento di ricordare quanto una buona base teorica sia indispensabile per un corretto apprendimento ed uso delle tecniche operative.

DL

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"Per avvicinarsi al tema dell’architettura non-standard è bene imparare alcuni termini in voga, alcuni tecnici ma altri anche di moda. Altri ancora mi sono rifiutato di inserirli per il loro ingenuo uso architettonico, sebbene derivino dalla matematica, tipo non-lineare. Cosa vogliono dire quelli della Columbia con non-lineare? Che è curvo? Non credo conoscano che significhi in matematica questo termine…

E poi alla fine di tutto, come posso definire e classificare io la mia ricerca, come posso titolarla? Architettura non-standard? Progetto e computazione? Strumenti di automazione? Strumenti di ottimizzazione? Geometrie complesse? Si accettano consigli…

 

Architettura non standard

E’ un termine che rispecchia due significati distinti ma sovrapponibili. Il primo si riferisce alla matematica, ed in particolare alla morfogenesi ed al calcolo informatico basato su algoritmi. Il secondo è in opposizione al concetto di ‘standard’, così come era stato interpretato nell’ambito dell’architettura moderna. Si tratta di una nuova forma di standardizzazione che permette di avere elementi prefabbricati non necessariamente tutti uguali tra loro (grazie all’utilizzo di software parametrico). 

Transarchitettura

Letteralmente significa “al di là dell’architettura”, coniato nel 1992 da Stephen Perrella (architetto e docente alla Columbia University), è un titolo che si applica a quelle opere che nascono e vivono nel mondo artificiale. Sta nei flussi e nelle reti senza cercare motivazioni. Non è avanguardia perché non ha un passato da negare e nessuna pretesa rifondativa. E’ sintomo del modo in cui ci relazioniamo con lo spazio e su come viene pensata la geometria. Se l’architettura tradizionale separa un ‘dentro’ da un ‘fuori’, nella transarchitettura il ‘fuori’ viene occupato totalmente, prefigurando spazi amorfi, americi, intestinali ed estroflessi. 

Architettura digitale

Architettura Digitale è un termine molto scomodo, dà l’impressione che si tratti di una branca particolare all’interno dell’architettura, forse si dovrebbe cominciare a parlare di Architettura nell’era Digitale. Si tratta di quella progettazione assistita da un software, probabilmente nato per altri scopi e riportato all’architettura magari con piccole personalizzazioni (scripts). Il progetto in questo caso non può essere concepito o gestito nell’interezza del suo processo senza il supporto informatico. L’architettura del digitale prescinde dal ‘tipo’. Non è possibile quindi procedere nella progettazione in modo euristico manualmente, supportati dall’esperienza sviluppata su altri casi tutti riconducibili allo stesso tipo, ma la ricerca della miglior soluzione viene effettuata con l’ausilio di un software e di algoritmi scritti in base alla necessità del momento. 

Morfogenesi computazionale

E’ un metodo di ricerca di forme tramite il supporto di algoritmi, lineari o genetici. Il software è così in grado di generare delle forme all’interno di certi limiti imposti, si prosegue poi alla verifica del loro comportamento (strutturale, acustico, ecc) e ad eventuali ottimizzazioni e modifiche.  

Algoritmo

In informatica, si intende un metodo per la soluzione di un problema adatto a essere implementato sotto forma di programma. Donald Knuth, uno dei padri dell’informatica, lo definisce come “una sequenza ben definita di regole che ci dicono come produrre o calcolare un’informazione, in base ad un insieme di dati precedentemente assegnati, in un numero finito di passi”. Si basa su proprietà materiche, indipendenti dalla macchina, dalle quali dipende la sua capacità di produrre un risultato, ma si svolge anche come processo fisico, nello spazio e nel tempo di una macchina.E’ un ordine gerarchico di azioni da svolgere per risolvere un problema (algoritmo lineare). 

Algoritmo genetico

E’ un metodo euristico di ricerca ed ottimizzazione, ispirato al principio della selezione naturale. Un tipicoalgoritmo genetico parte da un certo numero di possibili soluzioni (individui) chiamate popolazione e provvede a farle evolvere nel corso dell’esecuzione: a ciascuna iterazione, esso opera una selezione di individui della popolazione corrente, impiegandoli per generare nuovi elementi della popolazione stessa, che andranno a sostituire un pari numero d’individui già presenti, e a costituire in tal modo una nuova popolazione per l’iterazione (o generazione) seguente. Tale successione di generazioni evolve verso una soluzione ottima del problema assegnato. La loro evoluzione viene ottenuta attraverso una parziale ricombinazione delle soluzioni, ogni individuo trasmette parte del suo patrimonio genetico ai propri discendenti, e l’introduzione di mutazionicasuali nella popolazione di partenza, sporadicamente quindi nascono individui con caratteristiche non comprese tra quelle presenti nel corredo genetico della specie originaria. Finita la fase di evoluzione la popolazione delle soluzioni viene analizzata e vengono tenute solo le soluzioni che meglio risolvono il problema: gli individui con le qualità più adatte all’ambiente in cui si trovano hanno quindi maggiori possibilità di sopravvivere e riprodursi. Queste soluzioni subiranno una nuova fase di evoluzione e cosi via. Alla fine ci si aspetta di trovare una popolazione di soluzioni che riescano a risolvere adeguatamente il problema posto. Non vi è modo di decidere a priori se l’algoritmo sarà effettivamente in grado di trovare una soluzione accettabile. Di norma gli algoritmi genetici vengono utilizzati per problemi di ottimizzazione per i quali non si conoscono algoritmi di complessità lineare o polinomiale. Si applica quando non esiste un’unica soluzione.Sta al progettista definire una forma di partenza e dei parametri da ottimizzare, ad esempio potrebbero essere struttura ed economia per la curvatura di una cupola, oppure comportamento acustico per il soffitto di un auditorium. 

NURBS

E’ un acronimo che sta per Non Uniform Rational B-Spline, è un metodo algoritmico per la costruzione di curve e superifici free-form. 

File to Factory

Letteralmente “dal file alla fabbrica”, definisce un metodo di progettazione che è in grado di gestire l’intero processo progettuale, dalla concezione (file) fino alla produzione (factory). Si tratta di una progettazione parametrica (parametric design), che sembra provenire dall’ingegnerizzazione industriale, nella quale il processo generativo dell’architettura fa nascere delle reti di interazione fra individuo, tecnologia e società. 

BLOB

 La parola BLOB è un acronimo per Binary Large OBject. E’ una tecnica innovativa di manipolazione e memorizzazione dell’informazione, attraverso l’agglomerazione disomogenea di strutture di dati. La modellazione solida avanzata tramite l’uso del computer e la generazione di BLOBs nasce da Greg Lynn, Douglas Garofano e Michael McInturf. E’ un’architettura che mette in crisi l’idea del progetto come un tutto compiuto in cui la relazione fra le parti sia definita per sempre e nella quale nulla si possa aggiungere o togliere senza mettere in crisi l’insieme e la relazione fra le parti."



Alberto Pugnale

link: http://albertopugnale.wordpress.com/2007/03/12/i-termini-di-moda-e-i-termini-specifici-un-mini-glossario/

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Davide Lombardi

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